I Mobili Salvatici prima del Quattrocento

Cosa si intende con la definizione di mobili salvatici? Questa definizione, seppure grossolanamente, serve a catalogare la produzione di mobilia in Italia prima del Quattrocento. Per molti secoli, infatti, la realizzazione di tavoli, sedie e suppellettili ha perseguito solo scopi funzionali e raramente estetici.

Mobili funzionali e salvatici: la mobilia italiana prima del Rinascimento

Prima del favoloso periodo del Rinascimento le abitazioni, inclusi molti edifici nobiliari, erano arredate in maniera piuttosto spartana e concreta.

Mobili e suppellettili erano concepiti e realizzati con lo scopo di essere funzionali e solo raramente i falegnami e gli ebanisti concedevano all’articolo qualche abbellimento.

Mobili del Trecento

Per fare alcuni esempi, come possiamo vedere anche sopra, il tavolo delle case del ‘300 consisteva di un mero piano rettangolare, mentre le sedie erano essenziali nella loro struttura.

Laddove la fantasia concedeva delle licenze estetiche, queste consistevano soprattutto di espressioni in stile romanico e gotico come andiamo a vedere nel paragrafo successivo.

L’estetica nei mobili del Trecento

Insieme al letto, il mobile principale nella casa trecentesca era di norma il cosiddetto Cassone. La sua importanza nell’arredo delle case medievali era dovuta soprattutto a due motivi.

Il primo motivo era di tipo logistico e consisteva nel fatto che, in caso di incendio o di necessità, il cassone era facilmente trasportabile.

Il secondo motivo era di tipo familiare. Il cassone infatti veniva realizzato soprattutto in occasione di matrimoni e solitamente conteneva il corredo nuziale, ovvero biancheria, stoffe ed arazzi.

A proposito delle “licenze estetiche” a cui facevamo riferimento nel paragrafo precedente, il Cassone veniva di sovente decorato, abbellito e ornato.

Ecco un esempio di cassone trecentesco:

Cassone Medievale

Se il cassone conteneva il corredo, gli oggetti preziosi venivano custoditi in forzieri più piccoli, mentre stoviglie, libri e altri oggetti ed articoli erano riposti negli stipi e negli armadi a muro.

Infine, un altro suppellettile per la realizzazione del quale venivano adoprate espressioni creative era il cosiddetto Desco da parto, una sorta di vassoio rotondo che veniva donato alle donne che avevano partorito.

Sia il cassone nuziale che il desco da parto resteranno ampiamente in uso e si diffonderanno anche in epoca rinascimentale.

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